Ecco perché il Napoli può osare

Mettiamo subito da parte la vittoria del Napoli: meritata. Soprattutto giusta, ben oltre ogni ragionevole dubbio. E va sottolineato,  perché da queste parti battere la Juve non è banale, diventa straordinario in quanto frutto di una rivalità trasversale. Magari per i tifosi non varrà più mezzo campionato, come una volta, ma resta un buon viatico per l’annata (calcistica) che verrà.
E sin qui non dovrebbe esserci dibattito. Un lieve confronto sbuca fuori da come s’è arrivati al risultato, ovvero dai tre errori (due di parte Juve e uno di Manolas). Nello sport vince chi sbaglia meno, ma anche chi ha più coraggio, più forza d’animo.  Ed eccoci al dibattito che va ben oltre il 2-1 delle pecche. Cos’è mancato in buona parte delle stagioni passate? La reazione alle difficoltà, la personalità e il carattere. Quindi la capacità di invertire l’inerzia di una partita. Solo  una squadra viva, come quella  che ha galoppato dal minuto 46 in poi, può vantare il diritto di ribaltare uno svantaggio e diventare match-winner. Al Napoli è bastato alzare il ritmo per mandare la Juve nel panico. Il confronto con gli azzurri Spalletti dovrà animarlo su questo tema: se volete, miei cari ragazzi, si può osare.  Altra significativa considerazione, conoscendo la passione della città: meglio non abbandonarsi tra le braccia di questa vittoria. 
Finale con un Allegri, ma non troppo: “Il Napoli ha tirato poche volte”.  Non per polemica, ma solo per omaggio, ecco a lei lo score della partita: Napoli con 26 tiri, Juve, 7. È tutto.

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