Una squadra smarrita

Un tabù attraversa la vita del Napoli, di fronte al quale non si possono chiudere gli occhi: dove sono finiti i buoni risultati? Le fughe dalle vittorie hanno una data precisa: 31 ottobre, Salernitana-Napoli e il malinconico 0-1. Cioè il ruolo e le conseguenze che hanno gioco e interpreti, in specie dopo lo smisurato ampliamento delle loro possibilità e ambizioni   avvenuto con l’inizio della stagione sino all’incirca a un mese e mezzo fa. Da quel Salernitana-Napoli, Insigne e compagnia hanno messo insieme cinque punti in sei partite. Una sorta di vero e proprio  rallentamento. Già, perché di fatto il Napoli sta barcollando. E diventa paradigmatica questa partita persa contro l’Empoli. Quando il Napoli si sveglia e s’accorge di non essere arrivato lassù per caso, è tardi. L’Empoli è già volato via e la terza sconfitta è arrivata. Alla squadra azzurra non basta mezz’ora di luna park, con palo, tiri e traversa scheggiata. Il dopo match è un colpo duro al cuore dei napoletani, che speravano di centrare la risalita in classifica. 
E, invece, certe partite secche, che sono occasioni da prendere al volo, tali non si rivelano. Bisogna interpretarle, viverle senza possibilità di sbagliare. Delude molto il Napoli, fragile, poco consistente, così toccato e ritoccato nel tempo e dagli infortuni da non capire più quale sia la sua realtà. Del resto basta far parlare i numeri, impietosi, ma reali. Punti persi dal Napoli nelle prime undici giornate: 2
Punti persi dal Napoli nelle ultime sei giornate: 13.
L’immagine calante della squadra è quella di Spalletti, triste, solo e pieno d’interrogativi, prigioniero in un box e del suo Napoli smarrito.

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