Toh, la ciurma è sparita

Come contro l’Empoli, qualche settimana fa, il Napoli china la testa di fronte allo Spezia, che non vedeva punti in trasferta da tempo immemore, e interrogandosi sulla crisetta che lo attanaglia tra gli alti (il Milan) e i bassi (come contro lo Spezia e compagnia). La ciurma di Pioli, torna a essere soltanto un basso equipaggio, si è infilata, di nuovo, in un tunnel nero da cui sembra non riesce più a tirarsi fuori. Il Napoli dei sostituti ha perso lo sprint, la leggerezza, forse l’entusiasmo, sicuramente l’equilibrio e il risultato è allarmante: una sola vittoria nelle ultime 5 partite in cui ha racimolato appena quattro punti. Una miseria per chi vuole pensare in grande. Aspettando un’inversione di tendenza, questa di Spalletti non è più la squadra dei tempi belli, che faceva scintille: mancano ritmo e intensità, soprattutto le transizioni a mille all’ora. Mertens non salta mai l’uomo, Zielinski si perde nell’affollata trequarti, a Lozano  servirebbe qualità per incidere. Il primo tempo è il paradigma del Napoli: dopo una partenza fulminante, lascia a desiderare, si abbassa, perde troppo spesso palla in uscita, non riesce quasi mai a allungarsi nella metà campo avversaria. Il Napoli che aveva incantato a inizio stagione, è sparito e non può essere solo colpa della stanchezza o degli infortuni. Tuttavia non c’è nel gruppo azzurro una crisi profonda, ma una grossa somma di difficoltà evidenti. La più urgente è quella di ritrovare il gol, la seconda di ritrovare velocità di manovra, che è poi la madre delle vittorie. Ha perso tre partite sulle ultime sei, ha perduto anche la velocità e l’intensità che gli avevano permesso di recuperare e vincere per esempio a San Siro contro il Milan. Il Napoli sembra una squadra come stordita dalla corsa dell’Inter, certamente quella che soffre di più proprio in virtù dell’inizio fulminante e azzurro del campionato.

 

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