Essere squadra

Finalmente può accadere quello che in molti si augurano e, con calibrata superstizione,  s’aspettano. Il Napoli dimostra subito di essere squadra, nel senso che antepone le pur discrete qualità, alla partecipazione di tutti verso un obiettivo. E nell’anno di un Europeo vinto così. é più che un auspicio. 

Per stasera il tutto si racchiude  nella vittoria sul Venezia (2-0). Che, attenzione, non va derubricata con sufficienza. Tutt’altro, perché cova dentro  il fuocherello del debutto, con  imprevisti e possibilità. Già, s’inizia con le vicissitudini di un rigore sbagliato, con tre quarti di partita con l’uomo in meno, con l’infortunio  di Zielinski che avrebbero potuto spezzare fiato e tempra. E, in tempi recenti, purtroppo, era già avvenuto. Ebbene il senso di questo 2-0 che sarebbe dovuto essere facile, ma che s’è rivelata sofferto, è racchiuso proprio in questa lezione di coralità, sacrificio e voglia di stare insieme e farcela insieme. Identità di squadra, si dice. 

Giudizi. Bene Insigne, Lobotka, e Koulibaly. Peccato per l’inutile presenza di Osimhen nell’undici di partenza. Evidente, inutile e stolto il fallo commesso che ne ha prodotto l’espulsione giusta. Questo è il regolamento. Se Osimhen avesse subito lo stesso fallo, sarebbe stato rigore ed espulsione del difensore.

La forza usata è stata ritenuta rilevante.  Capisco chi ha pensato a un’ingiustizia,  ma un minimo di obiettività fa e farà sempre bene.

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