Ecco perché il Napoli spreca

Sconfitti dai numeri, e non solo dal Genoa. Il desolante Napoli dimostra tutta la propria incapacità nella quinta sconfitta delle ultime dieci partite. Cinquanta per cento dì bocciature, roba che farebbe tremare i polsi anche a un giovane liceale. Nel Napoli no. La squadra va con incoscienza a schiantarsi contro le cattive cifre e la condanna che esse esprimono. Ecco il gruppo azzurro sgretolato dai due tiri subiti, due gol. Da ventidue tiri fatti, sette nello specchio: un gol. Errori della linea difensiva, errori disastrosi dei singoli (anche in attacco). E, qui, finiscono gli aggettivi dei vari commenti. Ma cosa c’è dietro questo Napoli che sembra appestato? Che è come un blockbuster a basso budget, un B-Movie de noantri. C’è troppa grigia normalità, a volte finanche modesta normalità. Pochi calciatori di buon livello, uno o due azzurri di eccellenza, ma ormai rivolti con lo sguardo al loro illustre passato, più che al  realismo del presente. E così  pure il Napoli pare ormai relegato in angolo della loro mente. 
Il primo tempo di ieri sera  ne è una grossissima testimonianza. Preparato discretamente da Gattuso, distrutto da giocatori di media-bassa classifica. Sul lato tecnico poi s’affaccia anche il “commentismo”da “acchiappaclic”, un inciucio da cortile, senza tuttavia che si colga in pieno il senso dei fatti. Come se la cronaca selvaggia della delusione dei tifosi, l’anticipazione della notizia più della notizia stessa, la rincorsa incessante del presente, esaurisse in sé il racconto del reale. Sono questi i tempi attraverso i quali, il Napoli sta conducendo il suo stanco campionato. Aspettando un’inversione di tendenza che sembra non arrivare mai.

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