Un respiro profondo

Il presente del Napoli non ha molte chiavi di lettura; un solo scenario si presenta dinanzi alla compagnia Gattuso &co., tutto ciò che arriva di positivo va aggiunto nel protocollo terapeutico di un soggetto ancora grave. Tuttavia a premessa va aggiunta premessa: non esistono più avversari comodi o difficili. Esiste il quotidiano con gli ostacoli da superare. E anche il Perugia, col cammino in Coppa Italia, sono cavalli di Frisia da abbattere e saltare. Per il resto una partita molto scolastica, dove una certa meccanica di gioco s’intravede, così come lo spartito che Gattuso ha consegnato alla squadra. Del resto il calcio é questo, anzi: è soprattutto questo, il resto (opinioni e cose varie) sono soltanto onanismi mentali. Bene la fase difensiva, assolutamente assente la finalizzazione: immacolato il portiere del Perugia. Non ci fossero stati i rigori chissà, come avrebbe fatto il Napoli a fare il Napoli. Ora non resta che superare la sindrome harakiri: quarantacinque minuti giocati così come si dovrebbe, poi qualche secondo per farsi male da soli. 
Infine i singoli. Test soprattutto per Lozano (Demme, solo una prima apparizione). Il messicano Inizia nell’undici di partenza, gioca per 80’: prestazione convenzionale. Deve rendere visibile sul campo l’enorme investimento fatto dalla società, altrimenti i paragoni con Vargas si sprecheranno per sempre e ancora di più.

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