Riecco la gioiosa macchina da gol

Una coincidenza, ma forse di più. Un segno, magari la svolta. Il Napoli a La Spezia ha messo il sigillo sul proprio stato di grazia, come se un’ unica partita corresse da Milano (1-0 al Milan) a Genova (2-0 alla Samp), da Roma (2-0 alla Roma) a Torino (2-0 al Torino) e poi al 4-1 di La Spezia, con una sola fermata: il pareggio col Cagliari. Ed è su questa lunga strada del campionato che il Napoli e la sua gente si riprendono l’entusiasmo e la vitalità. Perché da martedì, e poi per altri due match, comincia  l’ultimo chilometro per la zona Champions. Cioè per la fetta del Napoli chiamata a cucire quella parte di stagione schiacciata dalla crisi (infortuni, malanni e poi polemiche laceranti) con la parte migliore di questo campionato. Dopo mesi passati a preoccuparsi per i propri errori e disgrazie, i giovanotti azzurri vedono la via della serenità per l’obiettivo raggiunto. Tuttavia occorre uscir fuori da entusiasmi facili, prematuri ed eccessivi. Ma possono stare assieme gioia e cautela? Facile da scrivere: poi, nella realtà, sarà complicato. Il Napoli che ha seguito la propria matrice e la propria impronta tattica sa anche che non si sviene prima della meta. Si brinda il giorno del traguardo. Lo conferma la vittoria pesante e mai in discussione di oggi, di una partita durata un quarto d’ora. Bene tutti lì davanti (Osimhen sfavillante): hanno reso reale la grande possibilità di mettere altri gol tra il Napoli e un eventuale ex equo per il posto Champions,  in caso di classifica avulsa.

Ma ora c’è da puntare l’ultimo euro sulla ridotta di tre vittorie su tre, che vale la qualificazione e che dipende sempre più da Insigne e compagni, mai come adesso in scia per la lotta Champions.  

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