Non si vive di solo Osimhen

Certe partite devi capirle nella prima mezz’ora, altrimenti rischi grosso, soprattutto quando gli altri si chiudono in un bunker inviolabile e tu giochi palla a terra. Certo, contro la Salernitana tutt’al più ci sarebbe scappato un inutile pareggio. Sempre meglio non tirare la coda al diavolo quando puoi evitarlo. Che tradotto calcisticamente significa: se non liberi i tuoi tiratori, servono i centimetri di Petagna.
E non è questione di…” se manca Osimhen”. Pensarla così è un errore. Per almeno due buoni motivi: 1) il Napoli ha una rosa di elementi tali da offrire più di una soluzione tattica. 2) In gare farraginose, come Salernitana-Napoli,  il giro palla lento è una colpa, non una soluzione. Menomale che Elmas, al suo arrivo, ha velocizzato la manovra tenendo sotto scacco gli avversari.
Morale? Il Napoli deve trovare soluzioni diverse quando Osimhen non c'è. Perché senza di lui è possibile organizzare, con uomini e idee, un'altra squadra. Forse anche due. Insomma, non si vive di sole verticalizzazioni.

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