L'arciere posa le frecce, Emanuele Calaiò lascia il calcio giocato

Ufficiale: Emanuele Calaiò dice basta al calcio giocato e sceglie una nuova avventura, sarà dirigente della Salernitana, squadra con la quale ha chiuso la sua carriera da bomber.

L'attaccante palermitano classe '82, protagonista con la maglia azzurra negli anni che segnarono la scalata del Napoli verso la massima serie.

Soprannominato dai tifosi partenopei "l'arciere" per la sua famosa esultanza, punto di riferimento in attacco per Edy Reja, entra nella storia del Napoli di De Laurentis, contribuendo pesantemente alla doppia promozione dalla Serie C alla Serie A.

Oggi termina la sua avventura da calciatore. È stato il suo attuale club, la Salernitana del presidente Lotito e del mister Gian Piero Ventura, ad aver annunciato la scelta di Calaiò di appendere gli scarpini al chiodo all’età di 37 anni.

L'attaccante aveva un contratto con i granata fino a giugno 2020, ciò nonostante continuerà ad occuparsi di calcio proprio con la Salernitana ricoprendo il ruolo di dirigente del settore giovanile. Ecco alcune delle sue dichiarazioni rilasciate durante la conferenza stampa allo stadio "Arechi" di Salerno: "Ho sofferto tanto per la squalifica dell'anno scorso. Avrei potuto continuare, ma non c'è sempre il lieto fine. Finisce un ciclo ma inizia un nuovo percorso, c’è dispiacere ma sono felice di quanto fatto nella mia carriera. In ogni città in cui ho giocato ho lasciato buoni ricordi. Ringrazio tutti, presidenti, allenatori e compagni di squadra in cui ho giocato".

Ringraziamenti e tanto dispiacere per la squalifica (inizialmente doveva scontare due anni poi ridotta a 5 mesi) conseguente al caso dei messaggi inviati dal bomber in quel momento al Parma ad un suo collega dello Spezia alla vigilia della gara conclusiva del campionato di serie B decisiva per la promozione A.

Parla anche della sua famiglia: “Non dimentico i sacrifici di mia moglie e dei miei figli che mi hanno seguito ovunque, quelli dei miei genitori che mi hanno sostenuto. Sono contento di questa scelta anche se mio padre Giovanni e mio figlio Jacopo sono dispiaciuti perché avrebbero voluto vedermi ancora in campo. Avrei potuto continuare per qualche mese, ma non sempre c’è il lieto fine nelle storie. Ora spero di poter dare nel mio nuovo incarico quello ho dato da calciatore”.

Infine alla domanda su Napoli risponde così:"Napoli? Ci vivo ed ho trascorso momenti bellissimi, così come altrove”.

 

 

 

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