Istruzioni sul masochismo del Napoli

Occorre un’enorme dose di crudele genialità nel giocare contro se stessi. Se poi lo fai a un attimo dalla fine di una vittoria, ormai definita, il talento aumenta sino al punto di divenire lucida follia suicida. Certo ci sarebbe un cassetto pieno zeppo di parole villane per tutto ciò, ma non vale la pena scomodare altro vocabolario verso chi ha scelto di lanciare l’ennesima, manciate di delusione nei confronti di chi per questo Napoli ancora ci tiene. 

Era il 93’ e qualche spicciolo di secondo, c’erano svariati modi di battere quella rimessa laterale (finanche cincischiare nel tirare palla, sino a farsi ammonire). C’era una pallone che, purtroppo, ha scelto traiettoria e mani peggiori: quelle di Bakayoko. E che aggiungere su Manolas? E su quel rigore provocato, ormai a tempo scaduto, con l’indole da pollame spiumato? A Reggio Emilia, Manolas ha giocato (si fa per dire) qualche minuto. Nonostante il poco tempo, il quasi sempre infortunato, in ritardo negli anticipi, s’è prodotto in un fallo inutile che ha prodotto il verdetto del 3-3.

Certo, poteva finire in tanti modi, il Sassuolo è manovriero e intenso, ma le poche individualità del Napoli, rimasto comunque in partita, hanno creato a De Zerbi molti grattacapi. In generale è difficile essere costanti nelle prestazioni tra partite così ravvicinate, infortuni e cappellate varie (ah, già c’è pure l’autogol di Maximovich).

C’è, però, chi sa tenere sveglie classe e grinta. E non va confuso con certi adorabili gaglioffi. Anzi.

Insigne è come una pagella piena di dieci e lode  nel mare di mediocrità in cui si dibatte il Napoli.

Insomma, un’altra occasione alle ortiche e un punticino (per altro giusto) ottenuto dopo una partita della quale resterà ben poco da ricordare.

Resta, invece, questo si, il disgusto per un arbitro e un “comitati” Var inadeguati.

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