Una vittoria preoccupante

Sferza come una ventata di Libeccio il “j accuse” di Gattuso. Come si fa a tenere in tensione agonistica un gruppo di calciatori proprio qui, nella città di mare e delle tentazioni? Giocare in piena estate con Ischia, Capri, Positano dietro l’angolo e i pomeriggi liberi non certo passati a casa, come le sere. Ed eccolo il nocciolo della questione che riconduce il tutto al comportamento attuale di qualcuno della squadra, ovvero procedere con licenziositá, un male oscuro (ma non troppo) del professionismo sportivo.
Nasce anche da questo la vittoria preoccupante (2-0 al Sassuolo) che il Napoli, di questi tempi, si trascina dietro. Anzi evidenzia la flemmatica partecipazione della squadra a questo post del post Covid, la sua fase calante, l’impotenza nel reagire, la vanità quando eccede nel palleggio senza mai trasformarsi in gol. Manca pure un obiettivo, avendo il Napoli  nel suo quadernetto degli appunti, solo il viaggio a Barcellona per gli ottavi di Champions. Si saprà, di qui a poco, se questi giorni sono serviti al Napoli, fin troppo rilassato, per prepararsi all’impresa. La squadra rivela ormai da tempo un impianto carente e un gioco abitudinario: concede sempre la sua porta agli avversari. E pur se i gol di ieri del Sassuolo (addirittura quattro) sono da classificare in fuori gioco, sempre errori dei difendenti restano. Grossolani sbagli, non ricevendo, la difesa, protezione adeguata dal centrocampo, ieri ancora rinnovato, ma inconcludente; con l’irritante Fabian sottotono, Lobotka scolastico nella sua costruzione, Zielinski andante, ma sul così così. Poi c’è la fase più delicata: la realizzazione. Milik è una nuvola di fumo, l’evanescenza per definizione nella sua palese sindrome dell’altrove. Si sente con la fantasia chissà dove, di certo consegna al Napoli la controfigura di se stesso. Ieri avrebbe dovuto dare tutto, anche di più: in un Napoli che conta nove tiri nel centro della porta e un gran numero di uomini in zona gol, un centravanti dovrebbe candidarsi alla partita di Barcellona. Invece: praticamente nullo, inesistente. Ormai  sembra così distante dal Napoli, tant’è che la squadra neanche si è accorta della sua sostituzione con Mertens.
Insomma, un’altra partita da Intersociale. Salvo rare eccezioni, da quando il calcio è ricominciato (Napoli compreso) sembra un altro sport. Senza anima, ritmo, passione: ci si allena male e si gioca peggio. Si sapeva che sarebbe andata così, dobbiamo accontentarci, però non possiamo certamente  avere parole di consenso. Apprezzare, insomma, non è di questi tempi.

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