I gol che abbagliano

Sembrava d’essere alla fiera del gol. È stato, invece, Napoli-Genoa 6-0 e tante altre belle cose, viste e giudicate con entusiasmo, ovviamente, dalla sponda dei ragazzi in maglia azzurra. Cominciamo da come  Gattuso sta riverniciando la squadra: brillante nella fase offensiva (ieri un po’ eccessiva), qualitativa a centrocampo (tuttavia può andar bene col Genoa o con squadre dal passo compassato) e una difesa, che pur se non stressata da Zappacosta &co., ritrova Koulibaly più esperto e meno istintivo. E proprio da Koulibaly sbocciano le sorprese del pre dell’in partita, sono due: Giuntoli, il ds, conferma che KK resta qui, non andrà da nessuna parte. L’altra buona notizia diventa l’acquisito spessore tattico del forte centrale. Altra novità è rappresentata dall’enorme meccanismo che il Napoli può mettere in campo, così grande, così grosso da poter coprire alla fine qualsiasi incertezza di gioco. Tuttavia c’è stata, soprattutto nel primo tempo, qualche difficoltà nell’avere tanti attaccanti in campo (Osimhen, Mertens, Lozano, Insigne). Questo ha, però, permesso il palleggio agli azzurri che ha stordito la squadra avversaria. Alla fine un risultato abbastanza normale contro un Genoa tutt’altro che normale.
Già, sembra che il limite del Napoli sia stato spostato più in là dalla gracile opposizione dei calciatori di Maran, il che divide i meriti napoletani (e ce ne sono) dai demeriti di un avversario improbabile. 
La pagellina: inizia a funzionare Lozano (e non per i gol), Mertens si eleva, Fabián Rui lo si vede molto bene nel secondo tempo, benino Osimhen, cose gradevoli e un limite: non va incontro al pallone, lo aspetta.
Le prossime due partite (Juventus e Atalanta) ci diranno tanto tanto di più.  Per ora, applausi e standing ovation.

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