Caricati a salve

Sembra un campionato in confusione, ma deciso a non arrendersi a un quesito decisivo per l’intera stagione: qual è la capolista che se ne va? Per ora nè Napoli né Milan  sembrano prendere il largo da sole. Quello che è stato sin qui un multilateralismo delle parole, dovrà diventare concreto e quindi, di qui a poco, non ci saranno scontri diretti (tipo Milan-Inter 1-1) che tengano, la capolista se ne andrà. 

Ma soffermiamoci su Napoli-Verona 1-1. Attacco caricato a salve, poca qualità negli ultimi metri, partita soprattutto arroventata, inutile anche il vantaggio ricevuto dalla tardiva doppia superiorità numerica e arbitraggio che definire scarso sembra un complimento, pur se c’è da rendere merito a Spalletti quando dice: “per vincere c’è da dare il massimo e noi non l’abbiamo dato”.
Secondo colpo a vuoto (leggasi pareggio), ma primo comandamento: mantenere la calma. Non è un consiglio superficiale, non è una blanda rassicurazione. Mentre fioccano recriminazioni e accuse varie ed eventuali, mantenere la calma è proprio ciò che bisogna fare. Per quale motivo? Perché i numeri del Napoli (32 punti sui 36 disponibili) restano i migliori da un po’ di stagioni a questa parte. Non per magia, non per un colpo di fortuna, ma perché — per una volta — la grande maggioranza del pianeta Napoli ha fatto ciò che doveva fare e continuerà a farlo. Pur se questo è stato un pari diverso da quello di qualche settimana fa: il Napoli ha accettato i ritmi del Verona (molto intensi) e sfiorato la vittoria. Certo, un po’ di sfiga e di errori d’interpretazione... capita.

Infine la nota più bella, tra le molte stonate, di questo Napoli-Verona: Insigne e la compagnia azzurra con il volto di Diego sul cuore.

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