Aspettando la vittoria più importante

Pressioni e vertigini. Ora che la striscia straordinaria di consensi sembrava che si fosse interrotta, il Napoli a Bologna se ne era andato a caccia di certezze. E oggi in parte c’è riuscito. Già, perché ha dominato in lungo e largo. Ed é stato, purtroppo, un tentativo di eutanasia calcistica tenere in vita una partita che si è quasi subito svestita di competitività, tanto  da poterla vincere dal divano. E, invece, un finale arruffone per poco non segnava col frego rosso un’altra occasione perduta. Tuttavia questa vittoria, di riffa o di raffa, resta tale e anche un po’ di più.
Perché da un lato il Napoli aveva l’obbligo di lasciarsi alle spalle le scorie di più di una brutta partita (e non solo quella di Fiume), derubricando giovedì scorso, alla voce «serate storte», una prestazione complessivamente  deficitaria. Dall’altro, ecco perché è da considerarsi una vittoria pesante, bisognava sfruttare l’opportunità di poter risalire la vetta delle classifiche (campionato ed Europa). Punti e zona Champions oggi parlano così. Al Napoli tocca alzare l’asticella e puntare al  terzo posto finale, e può fare anche un saltino più su. Gli altri  “competitor”, per ora, non sembrano superiori. 
Ma c’è ancora un’altra partita da giocare, forse la più importante da quando è cominciata la stagione. Il Napoli sarà dinanzi ad un’ennesima sentenza della giustizia sportiva: il risultato sarà più importante di qualsiasi altra vittoria.  La sentenza paradossale dei tre punti (più uno) di penalizzazione per non aver giocato Juve-Napoli!”, resta e resterà la più chiara raffigurazione dell’incertezza del diritto sportivo e non solo.

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