ADL: "Napoli-Verona? Un anno e mezzo falsato. Insigne? Dopo l'europeo quel che sarà sarà"

Era molto attesa la conferenza stampa del patron azzurro Aurelio De Laurentiis che pone fine, di fatto, al lungo silenzio stampa che ha caratterizzato la seconda parte di stagione. Tanti i temi trattati dal presidente del Napoli: dall'analisi dell'infausta serata di Napoli-Verona, al chiarimento sul rapporto con l'ex tecnico Gennaro Gattuso alle stoccate, immancabili, alla gestione dell'Uefa relativa alle competizioni che riguardano le nazionali. Non sono mancate, infine, considerazioni sul futuro del Napoli.
Iniziando da Napoli-Verona:
"Rimproverare altri è la strada più corta, puoi aggiustare i cocci ma se li metti insieme si rivedono sempre. E' stato un anno e mezzo improprio, tra Covid e senza il tifo allo stadio, le gare sembrano giocate in un acquario. La presenza fonica delle voci degli allenatori sembrano stordenti, ma la squadra deve trovare da sola la sua miglior rappresentazione del gioco dopo essere stata preparata in settimana. In ogni gara non solo del Napoli, invece, c'era questa situazione irreale dove le voci dei tecnici impetuosamente diventavano protagoniste. Quando c'è il tifo questo non accade, se non a gesti degli allenatori, tant'è che ad ogni fallo un tecnico chiama a se il giocatore vicino per dargli indicazioni, ma senza pubblico c'è libertà di condurre dalla panchina. Rimproverarmi qualcosa no, è stato un campionato secondo me falsato, per tutti, poi la dietrologie ti può portare a cattivi pensieri ma io none faccio, non è mia abitudine. Il fatto dell'ultima partita, una grande delusione, io sono andato negli spogliatoi per suonare la gran cassa all'intervallo, mi ha fatto piacere vedere il gol fatto, ma non mi ha fatto piacere vedere il pareggio. Tu arrivi alla fine di un campionato così negativo e complesso sulla tensione nervosa, giochi sul filo di lana un secondo, terzo o quinto, dove anche il risultato degli altri conta, dove sei stato già bastonato più volte durante l'anno in partite dove si meritava di più come resa, non che non ti hanno concesso, poi c'è l'episodio del Cagliari che già ci aveva creato patemi d'animo. Io non ho nulla da recriminare, è stato un anno e mezzo falsato, facendo un assist solo agli Europei. Ancora oggi stiamo stabilendo di partire dal 22 di agosto, anzi dal 20, senza sapere se avremo negli stadi il pubblico. Io vorrei tanto che alcuni miei colleghi dicessero che ho ragione, unire più squadre per non partire e farci sentire".
Ritornare in Champions e far quadrare i conti, è un ossimoro? Qual è la strategia?
"E' molto semplice, se non avessimo fatto giocare solo 5 minuti quei giocatori ora avremmo modo di fare certe valutazioni e sostituire magari alcuni più affermati, alleggerendo perdite e costi salariali. Oggi come oggi servono grossi ragionamenti con l'allenatore, poi l'impossibile si fa con il piede in due scarpe, dovrei prima vendere per poi comprare, oppure comprare senza aver comprato, il giocoliere finanziario, qualcosa che i ds difficilmente fanno perché abbiamo sempre avuto capacità economiche in tempi diversi".
Che futuro immagina con Spalletti? Il futuro è legato anche a Insigne?
"Spalletti ha sempre avuto la mia stima, prima che allenasse la Roma, era ancora in Russia, mi venne a trovare e mi disse che non poteva muoversi ancora e virammo non mi ricordo su Benitez o su Sarri. Ho sempre avuto grande considerazione, lo trovo giusto per il Napoli, sa allenare molto bene, contro di lui non è mai stato semplice. Ha saputo gestire anche situazioni difficili, pure alla Roma, in tempi dove la mancanza della proprietà non chiariva le cose nello spogliatoio e lui si è comportato molto bene. Insigne? Non ci siamo proprio visti, la necessità di finire il campionato, il ritiro con la nazionale, non voler ad un certo punto diciamo scasinare la situazione e abbiamo detto finito l'Europeo ci incontreremo, parleremo e sarà quello che sarà".
Sulla parabola discendente delle ultime 2 stagioni:
"Non è un problema di non essere andato in Champions, il problema è che siamo passati da 30mln di stipendi a 50, a 75, a 120 ed oggi a 156mln. E' ovvio che bisogna innanzitutto sanare questo problema, il Napoli spende cifre che non fattura e deve rivedere gli stipendi in base a ciò che guadagna. Numero 2: il Napoli deve in un mercato in cui sono tutti afflitti per le perdite, ad esempio c'è chi fattura più di noi, molto più di me, che da 2 anni non mi paga o mi sta pagando solo questa settimana. Bisogna differenziare il lato economico e finanziario, io non ho mai bussato alla porta, anzi ero considerato una perla perché i miei pagamenti avvenivano un giorno prima e non uno dopo. Non c'è un ridimensionamento, ma c'è una presa di coscienza che da un punto di vista del bilancio rivede il budget, altrimenti devi fallire, Se tu il Napoli lo vuoi riportare sul binario giusto, devi tagliare le spese eccessive, non c'è niente da fare. Come se facessi un film in Italia, dove non incassi più di tanti, con un budget americano, non avrebbe senso. Come mai tutti i miei colleghi hanno debiti? Poche aziende nel calcio sono sane".
30 giugno spartiacque, si chiude la vecchia stagione e parte la vecchia. C'è qualcosa che non rifaresti nell'ultimo anno? O uno che faresti? Per rimettere a posto l'aspetto economico, basta vendere un giocatore? "Forse non basterà, ma bisognerà vendere quei giocatori che hanno aumentato a dismisura la loro parte salariale quello che Napoli non può pagare. Due acquisti non avrei dovuti farli, o alcuni spostamenti, dicendo a me stesso 'calma, c'è il Covid, il campionato è falsato come ho detto, congeliamo tutto e sopravviviamo' ed invece da ottimista, ultra-ottimista ho investito troppi soldi e dall'altra parte (gli sponsor ecc, ndr) "mi dicevano ho 5 anni di contratto ma non possiamo rispettarlo, ho altri 2 anni..." e lì respiri, non ti incazzi, soffri, e vai avanti, però commettendo l'errore di valutazione che spesso faccio, ovvero che pensino come me, ed è un grande errore".
Verona-Napoli, quella sera c'è qualcosa che cambieresti? "Ad un certo punto, visto che il mister non si sentiva nella forma perfetta, e tutti gli interlocutori televisivi erano persone che lui conosceva, ho evitato che si potesse speculare, ho pensato che fosse meglio il silenzio stampa perché avevo intenzione di andare avanti fino alla fine. Convocai una riunione al Britannique, c'era anche Lombardo, il medico, l'amministratore delegato, tutta la squadra. Prima c'era l'intenzione di esonerare Gattuso? Un paio di volte non era presente nella panchina effettiva, ad un certo punto mi sono dovuto preoccupare, ho dovuto dire cosa accade se la situazione dovesse precipitare? Chiamai Spalletti per chiedergli la sua disponibilità, ed arrivò qualora fosse stato necessario ma non lo è stato. Raccontavo di quella sera al Britannique perché dissi potrei pagarvi in ritardo, ma ve lo sto pagando in anticipo lo stipendio di gennaio, però sappiate che il tecnico rimane, va rispettato, seguito, e non sento storie. A Rino chiesi di restare e dissi altre cose, così andò. Con Benitez tu dicevi, ma con lui mi sento spesso, è rimasta una sintonia. Ricordo che mi fece una lista, io gli dissi ma qui ci vogliono 300mln e me ne presentò subito una seconda, ma anche quella era troppo cara, lui non mi mandò a quel paese e si presentò con una terza che divenne effettiva e qualcuno di loro ancora c'è. Sentii cose inesatte, con Rafa c'era un anno più opzione, lui aveva sempre avuto un problema familiare con moglie e figlie perché è di temperamento, molto del sud, legato, e quando esercitai l'opzione mi disse che doveva stare in Inghilterra con la famiglia, ma non doveva firmare perché i contratti si rispettano, è rimasto e arrivammo quinti solo per un rigore di Higuain".
Quanti giocatori verranno sacrificati per contenere le spese? "Stabiliremo con l'allenatore cosa sostituire e cosa non sostituire, solo dopo aver capito come operare, vedremo il mercato se permetterà di operare in uscita per poi in relazione alle uscite opereremo in entrata. Non sono io l'allenatore per dire chi va a casa e chi prendere, io vedrò Spalletti venerdì, ci siamo dati appuntamento alle 12.30 a Castel Volturno, dal 1 luglio è con noi, domani è 1 luglio, il mercato inizia domani effettivamente".
Obiettivo per la prossima stagione?
"Ritornare senza se e senza ma in Champions".
Confermata, infine, dallo stesso patron l'autoproduzione delle nuove maglie del Napoli in collaborazione con Emporio Armani.

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