Virata europea

Non resta che una Coppa e un’Europa, piccola o grande che sia, da conquistare. Ci sono pochi calcoli da fare. Il Napoli l’ha inteso al volo, non appena ha capito che il Salisburgo, dopo una sfuriata iniziale s’è dissolto nella propria vanità: palleggio e fatui propositi d’attacco. Due indici che, se non mostrano bene la strada dei successi,  ti si ritorcono contro.  E così è stato, quando il Napoli ha trovato spazi nei quali potersi inserire e poca organizzazione avversaria. In queste condizioni tutti i cieli diventano azzurri. Insomma, Napoli padrone, talmente padrone che gli unici punti a sfavore se li é attribuiti da solo, ovvero le ammonizioni (con squalifiche in arrivo) di Koulibaly e Maximovich con annesso il finale sovraccarico di tremori. In fin dei conti, questa partita, che apre una porticina sui quarti di finale, rende ancora più chiaro l’obbiettivo da perseguire per impreziosire una stagione che non può vivere di sole futilità. D’accordo, il secondo posto in campionato significa  già qualcosa, ma non permette di vincere nulla. E allora, ecco che diventa primaria l’Europa League, intorno alla quale da stasera è montato un certo ottimismo. Che si possa arrivare fino in fondo non é un segreto. Tuttavia per tenere in piedi il progetto, bisognerà disfarsi  del Salisburgo nel doppio confronto e non solo stasera. Perché arrivare ai quarti di finale di Europa League è il minimo sindacale . In caso contrario, sarebbe una stagione priva di senso.

 

 

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