La stagione dei visionari

Con una vittoria il Napoli avrebbe messo in tasca  aritmeticamente l’accesso in  Champions per il quarto anno di fila. Avrebbe... già c’è ancora e sempre un tempo condizionale, un qualcosa che debba accadere in questa stagione delle illusioni perdute, che definire deludente, forse è davvero poco. 

Il Napoli ha perso sul piano tecnico, tattico, fisico. Il gioco preciso, quasi aritmetico, dell’Atalanta ha messo in ginocchio la squadra di Ancelotti, che dalla sua ha  portato in dote un buon primo tempo e un’inutile serie di occasioni fallite che non hanno fatto partita, ma solo rabbia. Nelle ultime sei partite, comprese le due con l’Arsenal, il Napoli ne ha perse quattro e vinta e pareggiata una. Un declino

evidenziato dai mali del Napoli, diventati paradigmatici proprio contro l’Atalanta: una certa fragilità difensiva nel momenti decisivi, i limiti del centrocampo dove nessuno più fa la differenza, le difficoltà in attacco dove nel momento della verità solo Mertens ha fornito risposte adeguate. L’accusa rivolta ad Ancelotti è di non essere quasi mai riuscito a trovare le contromosse (e tantomeno quel «deserto» dietro la prima linea di pressione avversaria). In assoluto da gennaio, il Napoli non ha mai brillato di luce propria. Poi c’è il caso Insigne, ieri abbandonato in panchina e separato in casa e dal campo di gioco. Come spiegare la scelta di lasciarlo fuori, anche quando la partita s’è girata contro? Più una ripicca che un piano tattico. Ed è così che scivola via la stagione degli errori e degli inganni 

Ricapitolando: la Juve che ha surclassato il Napoli, porta con se gli stessi punti dello scorso anno: 12 gol in meno fatti, e quattro in più subiti, nonostante CR7 e l’annessa parata di stelle. Il Napoli di suo ha undici punti in meno. Chi parla di strapotere Juve vede le lucciole di giorno è molto, molto altro.

 

 

Dislike non mi piace
0

Calciomercato

Le Opinioni

Serie A

Concept & Web Development
SmartBrand srl
Scroll to Top