I piccoli passi e la grande sfida

Serata e partita strane. In cui, per esempio, il Napoli ha impiegato troppo a cominciare a fare il Napoli, contro un tramortito Chievo (messo pure in condizione di segnare quell’1-3), regalando una prima parte con gol, ma pure mezzora di errori da matita blu in uscita. In cui il Napoli ha tastato il muscolo, aumentando i giri poco alla volta, per poi, nell’ordine, tentare una conclusione al volo, qualche sponda che Milik ha sprecato e vedere Ancelotti “cazziare” coram populo qualche giocatore disattento. Un po’ più di scioltezza s’è impadronita del Napoli nella ripresa, che s’è rinfrancato lanciando segnali di speranza. L’obiettivo? Ridare alla squadra quelle certezze su cui è abituata a costruire le sue partite. Tutto ciò per non continuare il campionario di stranezze, visto nella gara di Londra contro l'Arsenal. Perché il punto è sempre e solo la complessa e difficile rimonta contro il 2-0 inflitto dagli inglesi. Qualche segnale positivo in vista della sfida di giovedì si è visto, ma contro la squadra di un Emery ci vorrà, ovviamente,di più. Molto di più. Insomma, l’atteggiamento a Verona è stato positivo anche se c’è la macchia del gol preso nel finale. Ora testa, gambe e cuore verso la gara di giovedì.

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